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Credito alle piccole imprese, il piatto piange

A cura dell’Ufficio Stampa
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Le previsioni di primavera della Commissione europea pubblicate martedì scorso collocano l’Italia all’ultimo posto in UE per tasso di crescita del PIL nel 2019: un limitato +0,1%, a fronte del +1,2% dell’Eurozona e il +1,4% dell’Ue a 27. La Brexit è più vicina e le statistiche non indicano più il benchmark dell’Unione europea a 28. Il rallentamento del commercio mondiale (+2,9% nel 2019, una ampia riduzione rispetto al +3,7% indicato nelle previsioni di novembre) penalizza le economie manifatturiere – le incertezze per le imprese manifatturiere italiana in una nostra recente analisi – ed esportatrici: frena pesantemente, infatti, anche la Germania che registra una crescita PIL dello 0,5%.

 

In un contesto caratterizzato da una bassa crescita, prosegue la riduzione del rapporto tra credito bancario e PIL che a fine 2018 è del 74,6%, quasi venti punti inferiore al 93,4% del terzo trimestre del 2011. Si accentuano i segnali negativi sul fronte del credito alle imprese, in particolare per le piccole imprese. Secondo l’ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria di Banca d’Italia “il ciclo finanziario si sta ulteriormente indebolendo: i prestiti alle famiglie crescono a tassi contenuti e la ripresa di quelli alle imprese si è arrestata.” Gli ultimi dati sui prestiti alle piccole imprese relativi a dicembre 2018 indicano una diminuzione dell’1,1%, calo più intenso rispetto a quello registrato a settembre 2018 (-0,8%), a fronte di una crescita dell’1,2% dei prestiti al totale delle imprese.

A livello territoriale solo per la Provincia Autonoma di Bolzano (+1,2%) si registra un aumento dei prestiti alle piccole imprese in miglioramento rispetto al trimestre precedente. Tra le regioni in cui il credito scende peggiorando oltretutto rispetto al trimestre precedente figura l’ Emilia–Romagna (-2,0%).