- Confartigianato Federimpresa FC
- Notizie
- Artigianato alimentare pilastro del made in Italy: ma mancano panettieri, pastai e gelatai
Artigianato alimentare pilastro del made in Italy: ma mancano panettieri, pastai e gelatai
A cura dell’Ufficio Stampa
[email protected]
- Notizie
La cucina italiana rappresenta «un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale» e costituisce un elemento fondamentale della cultura e dell’economia del Paese. Gran parte di questo patrimonio nasce dal lavoro degli artigiani del cibo, che custodiscono tradizioni produttive e ricette tramandate nel tempo. Questa è la premessa del rapporto dell’Ufficio studi di Confartigianato sulle imprese artigiane dell’alimentare, delle bevande e della ristorazione, sistema produttivo che rappresenta uno dei pilastri del food Made in Italy.
“Il settore continua a crescere sui mercati internazionali- afferma il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena – : nel 2025 l’export alimentare italiano ha registrato un aumento del 4,3%. La competitività del settore si fonda su un patrimonio unico di qualità certificata: 330 prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG, 530 vini di qualità riconosciuti a livello europeo e 5.717 prodotti agroalimentari tradizionali. Un patrimonio che trova forza proprio nella biodiversità produttiva e nella dimensione territoriale delle imprese artigiane.
«Questi dati – afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena (nella foto) – confermano come il sistema agroalimentare italiano e territoriale, grazie all’eccellenza e alla biodiversità produttiva espressa dalle imprese artigiane del settore, rappresenti un modello di economia “glocal”, capace di crescere sui mercati internazionali senza perdere il legame con i territori e con le tradizioni produttive che rendono il made in Italy unico al mondo. Tuttavia, esiste un forte squilibrio tra domanda e offerta di lavoro con tante figure professionali sono risultate difficili da reperire. Le maggiori difficoltà riguardano i mestieri tipici dell’artigianato alimentare, fra cui panettieri, pastai, pasticcieri, gelatai e conservieri artigianali”.
“Per Confartigianato _ conclude il Gruppo di Presidenza – diventa quindi strategico sviluppare percorsi formativi che avvicinino i giovani alle aziende, orientandoli verso le attività del food artigiano. Servono politiche che valorizzino questi mestieri perché offrono opportunità di lavoro concrete e prospettive di crescita, oltre a custodire un patrimonio di competenze che rappresenta una parte essenziale dell’identità produttiva e più estesamente culturale del nostro territorio».
