Gli attacchi correlati a finalità di Cyber Espionage, per quanto numericamente inferiori, risultano avere una gravità più alta della media, e preoccupano per la loro continua crescita. Cyber attacchi nel 2020: chi è stato colpito e perché – Tra i settori colpiti da attacchi cyber gravi negli ultimi dodici mesi, spiccano (in ordine decrescente):
– “Multiple Targets”: 20% del totale. Si tratta di attacchi realizzati in parallelo verso obiettivi molteplici, spesso indifferenziati, che vengono colpiti “a tappeto” dalle organizzazioni cyber criminali, secondo una logica “industriale”. Gli attacchi verso questa categoria di obiettivi sono tuttavia in calo del 4% rispetto al 2019;
– Settore Governativo, Militare, Forze dell’Ordine e Intelligence, che hanno subìto il 14% degli attacchi a livello globale;
– Sanità, colpita dal 12% del totale degli attacchi;
– Ricerca/Istruzione, verso cui sono stati rivolti l’11% degli attacchi
– Servizi Online, colpiti dal 10% degli attacchi complessivi.
Sono cresciuti, inoltre, gli attacchi verso Banking & Finance (8%), Produttori di tecnologie hardware e software (5%) e Infrastrutture Critiche (4%). Gli esperti Clusit hanno inoltre registrato nel corso degli ultimi dodici mesi un incremento di attacchi veicolati tramite l’abuso della supply chain, ovvero tramite la compromissione di terze parti, il che consente poi a criminali e spie di colpire i contatti (clienti, fornitori, partner) dell’obiettivo, ampliando notevolmente il numero delle vittime e passando più facilmente inosservati.Le tecniche d’attacco – Nel 2020 gli attacchi cyber sono stati messi a segno prevalentemente utilizzando Malware (42%), tra i quali spiccano i cosiddetti Ransomware – una tipologia di malware che limita l’accesso ai dati contenuti sul dispositivo infettato, richiedendo un riscatto – utilizzati in quasi un terzo degli attacchi (29%), la cui diffusione è in significativa crescita (erano il 20% nel 2019), sia in termini assoluti che in termini di dimensioni dei bersagli e di ammontare dei danni. Seguono le “tecniche sconosciute” (in riferimento alle quali prevalgono i casi di Data Breach, per il 20%), mentre Phishing & Social Engineering continuano ad essere la causa di una buona parte degli attacchi (15% del totale); si registra inoltre negli ultimi dodici mesi una crescita degli attacchi sferrati per mezzo di vulnerabilità note (+ 10%), precedentemente in calo (-29% nel 2019 rispetto al 2018). Dove colpiscono i cybercriminali – Gli attacchi classificati dai ricercatori di Clusit si sono verificati nel 47% dei casi negli Stati Uniti; nel 22% dei casi in località multiple, a dimostrazione della capacità degli attaccanti di colpire in maniera diffusa bersagli geograficamente distanti e/o organizzazioni multinazionali. In Europa gli attacchi sono aumentati negli ultimi dodici mesi del 13%, arrivando a rappresentare il 17% degli attacchi globali. Gli eventi di in-sicurezza cyber hanno colpito per l’11% l’Asia, il 2% l’Oceania e l’1% l’Africa.
Fonte: Federiprivacy 2 marzo 2021