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Stati generali della Comunicazione: Confartigianato si innova puntando su digitale, competenze e modelli condivisi
A cura dell’Ufficio Stampa
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Si è svolta a Roma la quarta edizione degli Stati Generali della Comunicazione organizzati da Confartigianato Imprese, appuntamento che ha riunito 120 tra segretari e addetti alla comunicazione e al marketing delle associazioni territoriali e delle Federazioni regionali. L’incontro ha acceso i riflettori su un tema strategico, il “Marketing associativo e strumenti digitali per crescere”, con l’obiettivo di rafforzare il modello di intelligenza collettiva e diffusa nell’ambito del Sistema confederale.
In un contesto in rapida evoluzione, Confartigianato punta con decisione su innovazione digitale, rafforzamento del brand e capacità di presidiare i nuovi canali e strumenti di comunicazione.
I lavori, coordinati da Stefano Bernacci, Direttore Organizzazione Marketing e Comunicazione di Confartigianato, sono stati aperti dal Vice Presidente Vicario con delega alla Comunicazione, Eugenio Massetti, che ha sottolineato l’importanza di una comunicazione capace di interpretare i veloci cambiamenti del contesto economico e sociale, di rispondere in modo sempre più efficace alle attese, anche quelle inespresse, degli imprenditori, e di consolidare la reputazione di Confartigianato in ogni ambito. Siamo un’Organizzazione di persone. La nostra forza è proprio il patrimonio di professionalità che esprimiamo e che fa la differenza”.
Da parte sua, il Segretario Generale di Confartigianato Vincenzo Mamoli, ha ricordato il percorso compiuto in questi anni per valorizzare il ruolo di Confartigianato, ponendo al centro il territorio, con attività di comunicazione sempre più mirate ed efficaci. “Ma – ha sottolineato – è necessario un costante e comune impegno per innalzare il livello delle competenze e condividere progetti frutto di un lavoro comune, come quelli che riguardano il marketing associativo”. “Il nostro – ha aggiunto Stefano Bernacci – è un lavoro basato sulla conoscenza per trovare comuni denominatori territoriali e realizzare iniziative utili a tutti. I modelli condivisi sono un fattore distintivo per tutto il Sistema Confartigianato”.
Il punto su quanto realizzato finora e sulle prossime sfide che attendono la Confederazione è stato tracciato da Marco Pierpaoli, Coordinatore del Gruppo Marketing associativo, che ha approfondito il ruolo del marketing come leva per consolidare il rapporto con le imprese e rafforzare l’identità del Sistema Associativo.
Ampio spazio è stato dedicato ai progetti di utilizzo del marketing digitale con le testimonianze di Giovanni Frera, amministratore delegato di Horace, e di Fernando Diana, amministratore delegato di CityNews Group, i quali hanno illustrato le opportunità della comunicazione digitale e dell’editoria online, offrendo spunti concreti su strategie, linguaggi e strumenti innovativi. Ai lavori è intervenuto Gian Luca Gregori, Presidente della Fondazione Universitaria per l’Imprenditorialità, che ha richiamato la centralità della formazione, dell’utilizzo degli strumenti di IA ma anche dla necessità di piani strategici.
Nella foto il tavolo dei relatori durante l’intervento del direttore Organizzazione Marketing e Comunicazione di Confartigianato Stefano Bernacci.
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del settore farmaceutico- afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Federimpresa Cesena format da Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati – influenzati da transazioni infragruppo, registrano una flessione dell’1,6% su base annua, anche nel nostro territorio. Il calo è diffuso in gran parte dei comparti simbolo del Made in Italy. Le attività manifatturiere che comprendono tra l’altro mobili, gioielleria e occhialeria, segnano una diminuzione del 10,4%; i metalli di base e i prodotti in metallo arretrano del 7,9%; la chimica registra un calo del 6,4%; alimentari e bevande scendono del 4,5%; i macchinari e apparecchi del 3,4%; computer ed elettronica del 3,2%; gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi del 2,3%. Particolarmente marcata la contrazione dell’export di autoveicoli, che crolla del 18,5%, mentre il settore del mobile diminuisce dell’8,2%. Segnali positivi si registrano solo in alcuni segmenti specifici come i mezzi di trasporto, sostenuti dalla consegna di navi con un incremento del 16,8%, il legno e carta in crescita del 7,0% e la moda che avanza del 2,4%”.
“In questo scenario – sostiene il Gruppo di Presidenza– diventa fondamentale difendere la Joint Declaration UE-USA del 2025, che rappresenta oggi il principale punto di riferimento e una garanzia minima di stabilità per le imprese italiane. Anche se le negoziazioni su metalli ed esenzioni appaiono destinate a rallentare, mantenere valido quell’accordo è essenziale per evitare ulteriori irrigidimenti e per assicurare un quadro di regole il più possibile prevedibile nei rapporti commerciali transatlantici”.
