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Puleto, incubo finito. Tiberina, prima gli umani delle bestie selvatiche

A cura dell’Ufficio Stampa
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Finalmente la buonissima notizia che tutti attendevamo, anzi che abbiamo atteso per tanti, troppi mesi. Il viadotto Puleto e la E45 sono stati riaperti a tutto il traffico, senza più restrizioni. Nove mesi dopo, ormai, quel fatidico 16 gennaio della chiusura. Il tempo della gestazione di un parto, con tutto il travaglio che conosciamo e abbiamo sperimentato.

Dopo tutto questo tempo vissuto all’insegna dell’incertezza e dei gravissimi danni alle categorie economiche e alla nostra vallata, torniamo alla normalità. La superperizia richiesta dalla Magistratura ha dichiarato che il viadotto Puleto è sicuro. Una considerazione  è d’obbligo. Si è partiti da una perizia “visiva” per decretare la pericolosità del Puleto (ricordate il video?) e si è approdati al superperito che a sua volta ha incaricato altri ingegneri per arrivare alla conclusione che il Puleto è sicuro, Ci dicono che nel frattempo sono stati fatti del lavori e noi riteniamo che Totò direbbe: ma ci facciano il piacere!

Meglio pensare al futuro. A partire da oggi ancor più alta deve essere l’attenzione sulla viabilità alternativa della vecchia Tiberina. E qui dobbiamo purtroppo constatare che ancora nulla si muove. Sembra che un ricorso impedisca l’assegnazione dei lavori perché gli animali selvatici, non essendo più abituati a sopportare lo stress del passaggio della viabilità nella Tiberina, vedrebbero messa a rischio la loro incolumità psicofisica. Si, avete letto bene. Ecco, voglio metterla sotto forma di domanda retorica, per evitare commenti più mordaci: non sarebbe per caso più logico anteporre le esigenze degli umani, pur con tutto il rispetto per le nostre simpatiche bestie selvatiche?

Pierluigi Battistini, responsabile Confartigianato Valle Savio