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Nuove imprese a rilento, serve in patto di comunità

A cura dell’Ufficio Stampa
uff.stampa@confartigianatofc.it

A prescindere dal fatto che pur con tutti gli sforzi catastrofisti si fa fatica a immaginare 107^ su 107 la provincia di Forlì-Cesena per livello di imprenditoria giovanile, come emergerebbe dall’indagine del Sole 24 Ore,  dovremo svincolarci dalla mera graduatoria, e prendere il destro per ragionare su come affrontare nel nostro territorio i problemi innegabili legati al ricambio generazionale, al radicamento della cultura d’impresa e al rapporto tra scuola e mondo del lavoro.

Il modello di sviluppo e di economia diffusa del Cesenate e del territorio provinciale, che indubitabilmente ci caratterizza, non è un dato scontato, ma da rinnovare ogni giorno con politiche concertate e con un patto di comunità che favorisca l’aumento dell’autoimprenditorialità attraverso tutte le azioni necessarie. Non è più come un tempo quando la trafila era basica: si cominciava da apprendista e i più dinamici si mettevano in proprio. Oggi l’ambiente favorevole allo sviluppo di chi intraprende è una condizione irrinunciabile per far decollare nuove vocazioni imprenditoriale. E questo ambiente bisogna crearlo con i fatti. Anche il patto sul lavoro comunale, interrotto per il covid, deve essere riattivato e rinvigorito. Confartigianato, che con tante azioni come ad esempio ‘Bottega Scuola’ e ‘Gioca la tua carta’ per incentivare le neoimprese prova a fare la sua parte, ha chiesto mesi fa di costruire un patto di comunità territoriale con l’obiettivo di condividere politiche ed iniziative tese a migliorare la competitività del nostro sistema di imprese e di favorire la creazione di nuova occupazione stabile e di qualità, tenendo conto delle competenze di ruolo e delle risorse disponibili a livello locale.

Vi sono tematiche che possono incidere sulle dinamiche del lavoro e contribuire al rafforzamento delle imprese esistenti e in entrata:, semplificazione del quadro burocratico, coordinamento ed integrazione delle politiche formative ed educative, strumenti per favorire l’innovazione, il raccordo con l’università, smart city, mobilità sostenibile e rigenerazione urbana, politiche di gestione dei rifiuti e sviluppo dell’economia circolare, welfare di comunità, politiche culturali e turistiche del territorio. Il nostro territorio, che spesso è riuscito a creare coalizioni ampie e articolate per affrontare i problemi con efficacia, può fare molto per rilanciare la vocazione dei giovani all’autoimprenditorialità, non piantando ciascuno le proprie bandierine, ma collaborando sotto un’unica grande bandiera,.

il segretario Confartigianato Cesena Stefano Bernacci