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Non conta la taglia aziendale, ma l’ambiente favorevole allo sviluppo

A cura dell’Ufficio Stampa
uff.stampa@confartigianatofc.it

La querelle sulle dimensioni delle imprese continua a tenere banco nel dibattito mediatico ma le distinzioni di taglia aziendale non portano lontano e tantomeno le accuse miopi di ‘nanismo’ rivolte al nostro sistema imprenditoriale.

 

“Come ha fatto il nostro presidente nazionale Granelli anche la nostra organizzazione che opera in un territorio come quello cesenate e romagnolo puntellato di piccole imprese pilastro dello sviluppo e della coesione sociale – rimarca il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena – sottolinea che ogni dimensione d’impresa ha uguale diritto di cittadinanza e invita a chiedersi perché non si cresce e perché, negli anni, abbiamo perso così tanti big player dell’imprenditoria italiana”.

“La risposta la possiamo trovare –  prosegue il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena – non nella taglia aziendale, ma nell’ambiente costellato di ostacoli che circonda le aziende di qualsivoglia ‘taglia’ esse siano e che soffrono tutte i medesimi problemi: l’inutile e costosa burocrazia dominata dal ‘potere del timbro’, le lunghe attese per un’autorizzazione ad operare, lo stillicidio di mille balzelli. Le imprese di tutte le taglie hanno in comune la medesima aspettativa di servizi pubblici efficienti, a fronte di tasse tra le più alte d’Europa, di certezza delle norme, di un migliore accesso al credito, di condizioni e strumenti efficaci per innovare e potenziare la qualità della propria azienda”.
“Quanto alla piccole e micro imprese essere piccoli non è una colpa, soprattutto visti i positivi risultati ottenuti proprio dagli artigiani e dai piccoli imprenditori sui fronti dell’export, della produttività, dell’occupazione, dell’economia circolare – mette in luce il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena -: non si cresce per decreto ma trovando un terreno libero da ostacoli, fertile di stimoli, di sostegni adeguati, di lungimirante visione politica orientata allo sviluppo economico e all’interesse generale del Paese, alimentato da equilibrate relazioni con le altre dimensioni d’impresa e con gli altri attori economici e sociali. Tutti gli imprenditori, di ogni settore e dimensione aziendale, devono essere considerati degni dell’attenzione necessaria ad aumentare la loro competitività. La battaglia per fronteggiare le incognite di questi tempi così difficili e per far ritrovare al nostro territorio e più estesamente al Paese la strada dello sviluppo va condotta tutti insieme, Stato e imprese, senza distinzioni di taglia”.