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Lavorare come apprendisti da minorenni, opportunità formativa

A cura dell’Ufficio Stampa
uff.stampa@confartigianatofc.it

Il sostegno al lavoro dei giovani, anche nel nostro territorio?  Pochi fatti e molte chiacchiere, purtroppo.  Anche per i giovanissimi minorenni, per i quali è carente una politica di educazione al lavoro ed è stata soprattutto preclusa dalle norme in vigore da diversi anni di poter svolgere un mestiere.  Fra l’altro non è permesso ai minorenni di essere assunti come apprendisti e tirocinanti, ma invece non come operai e allora la domanda da porsi è perché esiste questa differenza visto che minorenni sono e minorenni rimangono sia da apprendisti che da operai.

Se fosse la questione della sicurezza sul lavoro che dà adito a questa differenza, a noi parrebbe una stortura, anzi diciamola tutta: una stupidaggine, da correggere.  Un tempo era consentito durante l’estate di essere assunti. Si faceva la campagna al mare, oppure si approfittava dell’opportunità dell’apprendistato, per imparare un mestiere. Che bella parola, mestiere! Che bella opportunità poterlo imparare, mettendo a frutto il tempo! Il lavoro estivo, faticoso certo, ma educativo e formativo. Anche qui in montagna, nell’Alta Valle del Savio, per trattenere i nostri ragazzi in loco, facendoli lavorare nelle nostre aziende, con un bel contratto di apprendista nelle botteghe e nei laboratori artigiani. Confartigianato ha sempre difeso e valorizzato l’apprendistato, una risorsa formativa e educativa di avviamento al lavoro. Adesso c’è il reddito di cittadinanza, invece, e un contesto che non favorisce il radicarsi della cultura del lavoro. A giovani minorenni è impedito lavorare, quasi che sia una forma di sfruttamento e non una opportunità, non solo di guadagnare, ma di crescita. E così li ritroviamo tutto il giorno, i nostri ragazzi, almeno molti di loro, attaccati al cellulare, a bighellonare e prender vizi. Perché lavorare, imparare un mestiere e faticare – va detto – tiene al riparo dall’ozio e dalle cattive pratiche. La Costituzione dice all’articolo 1 che siamo una Repubblica fondata sul lavoro. Lo siamo a parole, nei fatti si può fare molto di più, anche a favore dei giovanissimi. Non è giusto che le norme impediscano di imparare un lavoro e cominciare a costruirsi un futuro, anche da minorenni.
Perché non ripensarci e ritornare sui passi antichi, più utili, saggi, per aiutare i nostri ragazzi?

Pierluigi Battistini, responsabile Confartigianato Valle Savio (nella foto)