La sfida dell’intelligenza artificiale: opportunità e rischi per le piccole imprese artigiane

A cura dell’Ufficio Stampa
uff.stampa@confartigianatofc.it

Nell’artigianato più di un addetto su 3 (38,7%), pari a 107 mila addetti in Regione Emilia Romagna, opera in settori ad elevato rischio di disoccupazione tecnologica e nel territorio cesenati i dati sono in proporzione similari: si tratta di una quota di due punti percentuali sopra alla media del totale imprese.

.
In particolare le imprese artigiane si addensano maggiormente in quei settori manifatturieri e dei servizi relativamente più esposti alla sostituzione – rimarca il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena – del lavoro umano con quello delle macchine. Tuttavia è anche vero che creatività, flessibilità e disponibilità alla formazione (doti che contraddistinguono in modo particolare il mondo delel micro e picccole imprese artigianali) sono caratteristiche che favoriscono la resilienza a questi cambiamenti. Secondo l’Osservatorio MPI di Confartigianato Emilia-Romagna, la regione è quinta in Italia per quota di lavoratori in ingresso maggiormente esposti all’impatto dell’intelligenza artificiale e dell’incremento dell’impiego di sistemi robotizzati nei processi produttivi. La nostra regione è inoltre quinta per quota di imprese con almeno 10 addetti che hanno investito almeno una volta in applicazioni dell’intelligenza artificiale. A livello di investimenti complessivi in sistemi IA, tra le prime 10 province su 107 ne troviamo due emiliano-romagnole: Bologna (con il 10,5%, che si posiziona quinta nel ranking nazionale) e Modena (con il 10,1%, che si posiziona sesta).

Nella foto imprenditori cesenati associati a Confartigianato cesenate con il responsabile del Dih Gabriele Savoia nei giorni scorsi in visita al Wmf di Rimini, rassegna che si  è incentrata anche sulla sfida dell’intelligenza artificiale.