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La Brexit arreca danni alle imprese cesenati
A cura dell’Ufficio Stampa
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ll Parlamento del Regno Unito non ha approvato l’emendamento che prevede una uscita dell’Unione europea senza accordo (no deal). Accolta la richiesta del premier Theresa May di una proroga della Brexit fino al 30 giugno. Le ripercussioni economiche della Brexit toccano anche il nostro territorio.
“Anche il territorio cesenate e provinciale subirà conseguenze economiche dalla Brexit – rimarca il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate – , con impatto significativo sull’export delle imprese italiane. Nel 2018 le esportazioni verso il Regno Unito ammontano a 23,5 miliardi di euro, il massimo degli ultimi 20 anni, e rappresentano l’1,3% del PilI. Il Regno Unito è il quinto mercato del made in Italy manifatturiero e nel 2018 è stato superato dalla Spagna”.
Da uno studio emerge che le vendite dei settori di micro e piccola impresa – dove le medie e piccole imprese determinano più del 60% dell’occupazione: alimentare, moda, legno e mobili, prodotti in metallo, gioielleria e occhialeria – rappresentano il 35,5% delle esportazioni manifatturiere. L’Italia è il quinto Paese dell’UE 28 per export verso il Regno Unito con una quota del 7,3% delle vendite dell’UE, ma diventa il terzo Paese per quanto riguarda l’export dei settori di MPI con una quota che sale all’11,8%.
“Nel 2018 – aggiunge il Gruppo di Presidenza – le esportazioni dei settori di MPI verso il Regno Unito crescono del 3,1% rispetto all’anno precedente, con una performance migliore del +1,2% del Manifatturiero ed è la Moda – tessile, abbigliamento e pelle – a fare da traino registrando una crescita del +4,9%. A livello territoriale nel 2018 export in aumento Emilia-Romagna per l’11,3%. Aumenti a doppi cifra anche per Forlì-Cesena (10,5%). Il grado di esposizione per territorio – valutato come il rapporto tra le esportazioni nei settori a maggior concentrazione di MPI verso il Regno Unito ed il valore aggiunto – si registra una media pari allo 0,53%, duplicato dall’Emilia-Romagna (1,10%) Forlì-Cesena (si attesta a 1,09%)”.