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Ecobonus, l’Anitrust dà ragione a Confartigianato e boccia lo sconto in fattura

A cura dell’Ufficio Stampa
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Ecobonus, l’Antitrust dà ragione a Confartigianato e boccia lo sconto in fattura: altera la concorrenza danno dei piccoli imprenditori che anche nel Cesenate hanno fatto sentire la loro protesta sul provvedimento. Lo sconto in fattura per i lavori relativi a ecobonus e sismabonus rischia di distorcere la concorrenza a danno dei piccoli imprenditori. A dirlo è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, in una pronuncia del 17 giugno, riconosce e condivide le ragioni espresse da Confartigianato in merito all’articolo 10 del Decreto Crescita.

 

“Secondo l’Autorità Antitrust – evidenzia il segretario di Confartigianato Cesena Stefano Bernacci che ha sollevato la questione nei giorni scorsi anche a livello territoriale – la norma, nella sua attuale formulazione, appare suscettibile di creare restrizioni della concorrenza nell’offerta di servizi di riqualificazione energetica a danno delle piccole e medie imprese, favorendo i soli operatori economici di più grandi dimensioni. L’Antitrust evidenzia che il nuovo sistema si pone, in ragione delle modalità prescelte per il trasferimento dei crediti fiscali dai soggetti aventi diritto ai fornitori, quale meccanismo fruibile, nei fatti, solo dalle imprese di grande dimensione, che risultano le uniche in grado di praticare gli sconti corrispondenti alle detrazioni fiscali senza confronti concorrenziali, potendo compensare i correlativi crediti d’imposta in ragione del consistente volume di debiti fiscali, godendo anche di un minor costo finanziario connesso al dimezzamento da dieci a cinque anni del periodo di compensazione del credito d’imposta”. “La disposizione normativa, quindi, come aveva rimarcato Confartigianato, pare introdurre una discriminazione fra operatori concorrenti – aggiunge il segretario Bernacci _. in termini di impossibilità, per alcuni di essi, di utilizzare nelle proprie offerte di mercato tutti i diversi meccanismi di incentivazione normativamente previsti per la domanda di lavori di efficientamento energetico e avvantaggiando gli operatori di maggiori dimensioni e capacità finanziaria e rischiando, conseguentemente, di distorcere le dinamiche del relativo mercato con l’effetto di restringere le possibilità di offerta per i consumatori finali”.