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Da Leonardo alle imprese di oggi, la magica storia sta per andare in scena al teatro di Cesenatico

A cura dell’Ufficio Stampa
uff.stampa@confartigianatofc.it

Fra poche ore, questa sera,  vivremo dunque il tanto atteso Confartigianato day 2019  su Leonardo da Vinci e le nostre imprese del terzo millennio. La preparazione di questo evento, il più importante dell’anno per la nostra associazione, è stata lunga e meticolosa, essa stessa un momento di crescita. Tra poco sarà calato il sipario e vivremo un viaggio emozionante  tra passato, presente e futuro. Sullo sfondo si staglia il Genio, ma accanto a lui ci siamo noi  e le nostre imprese, per intercettarne l’eredità, fare nostri l’approccio e la forma mentis del Genio. Emularlo è impossibile, mettersi sulla sua scia invece si può. La narrazione, filo conduttore della serata che interpellerà gli illustri relatori,  ci riporterà a quella estate inoltrata del 1502, ma si congiungerà all’oggi e all’era digitale in cui le imprese operano.

Era dunque Il 6 settembre 1502 quando Leonardo da Vinci lasciò il ricordo della sua presenza a Cesenatico tracciando sul suo taccuino di viaggio, il famoso “Codice L”, un preciso rilievo del piccolo borgo marinaro accompagnato da una veduta dall’alto della rocca. Leonardo si trova a Cesenatico in qualità di “ingegnere generale” di Cesare Borgia, che aveva da poco conquistato la Romagna spodestando le ultime litigiose signorie, e aveva affidato a lui con un apposito lasciapassare il compito di verificare e migliorare le fortificazioni e infrastrutture strategiche del suo nuovo ducato, tra le quali figurava appunto il porto di Cesena. Il significato del “passaggio” di Leonardo a Cesenatico, come accadrà anche in seguito con Garibaldi, va però ben oltre il semplice dato storico, per assumere una più ampia valenza simbolica: Leonardo diventa così, insieme a Garibaldi, uno dei protagonisti che concorrono a formare la storia e l’identità cittadina soprattutto nel primo Novecento, quando il Genio di Vinci viene riscoperto e divulgato al più vasto pubblico con alcuni celebri libri, ottenendo anche l’attenzione della nascente psicanalisi grazie ad un famoso saggio di Sigmund Freud. Quante volte ci siamo riferiti al meraviglioso portocanale leonardesco. In realtà esso fu scavato ben prima del soggiorno del Genio, nei primissimi anni del sec. XIV dal Comune medievale di Cesena, che lo dotò anche di una piccola fortezza per la sua difesa. Quel fatidico 6 settembre 1502 da cui siamo partiti fu  oggetto di un sopralluogo da parte di Leonardo di Vinci, incaricato da Cesare Borgia di verificare le infrastrutture civili e militari del nuovo ducato di Romagna: fu in quella visita che Leonardo realizzò  i due disegni sopracitati: una veduta a volo d’uccello e una pianta quotata e orientata, entrambi presenti nel “Codice L”, oggi conservato a Parigi alla biblioteca dell’Institut de France. Non vi sono documenti che autorizzino a ritenere il Porto Canale di Cesenatico esito di una progettazione leonardesca (il porto come detto esisteva già da due secoli) né modificato sulla base di suoi suggerimenti: tuttavia, il “passaggio” di Leonardo ha avuto una forte valenza identitaria per la comunità locale, tanto da far definire il Porto Canale “leonardesco”

Nella foto i disegni di Leonardo su Cesenatico nel suo taccuino.