Confartigianato promuove la cultura d’impresa: l’ARTIGIANIA coniuga l’uomo al centro e il supporto digitale

A cura dell’Ufficio Stampa
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Un percorso culturale per le imprese  che coniuga digitale e umanesimo per le imprese di Confartigianato Cesenate. Lo favorisce la piattaforma Spirito Artigiano che affronta questa riflessione: che cosa significa fare innovazione oggi senza perdere il senso del lavoro e dell’umano?

Spirito Artigiano è una piattaforma digitale e un progetto culturale promosso dalla Fondazione Manlio Germozzi e Confartigianato Imprese per valorizzare il ruolo economico, sociale e culturale dell’artigianato. Agisce come un magazine digitale e un’agorà per il confronto sul futuro del lavoro artigiano, unendo tradizione e innovazione digitale. 

“La riflessione si innesca nel nostro lavoro di accompagnamento  alle imprese – afferma il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate (Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati, nella foto).- che coniuga le sfide della modernità, digitale, energetica e della sostenibilità e coltiva l’umanesimo profondo del valore artigiano. In un tempo in cui la tecnologia sembra imporsi come destino, vogliamo provare ad allargare e addirittura ribaltare la prospettiva, mostrando come l’artigianato non sia un residuo del passato, ma uno dei luoghi più avanzati in cui il futuro prende forma. Teoria, dati, visioni e storie  affermano un’idea chiara: la tecnologia non è un destino, ma un campo di scelta. L’artigianato, quando è consapevole, cognitivo e aperto, non subisce il futuro: lo costruisce, restituendo al lavoro la sua funzione più profonda, quella di produrre senso oltre che valore economico”. Il punto di partenza è nel contributo del sociologo Mauro Magatti,  nel testo ‘Artigianato e tecnodiversità. Verso una nuova intelligenza del fare’ che offre la cornice teorica dell’intero numero. Riprendendo il pensiero del filosofo Yuk Hui, Magatti introduce i concetti di cosmotecnica e tecnodiversità: la tecnologia non è neutra né universale, ma sempre inscritta in una visione del mondo, in valori morali e culturali. “Contro l’idea di un’unica traiettoria tecnologica obbligata – aggiunge il Gruppo di Presidenza -, l’artigianato emerge come spazio in cui la tecnica viene scelta, adattata, manipolata. Non difesa nostalgica del passato, ma capacità attiva di trasformare il digitale, l’automazione e persino l’intelligenza artificiale in strumenti coerenti con un modo umano di abitare il lavoro. È qui che Magatti introduce l’idea di “artigiania”, come competenza trasformativa che fonda il successo del made in Italy e apre una via credibile alla tecnodiversità nel XXI secolo”.