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Bonus edilizia, le proposte di Confartigianato per sbloccare i crediti

A cura dell’Ufficio Stampa
uff.stampa@confartigianatofc.it

Confartigianato continua a battersi per liberare le imprese dai crediti incagliati nei cassetti fiscali, non gestibili sul mercato bancario, e per scongiurare il fallimento di migliaia di imprese. “Si tratta di una grave situazione che tocca anche il nostro territorio”, rimarca il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate.

“Confartigianato – mette in luce il Gruppo di Presidenza (Daniela Pedduzza, Stefano Ruffilli e Marcello Grassi)- considera indispensabile un rapido intervento per sanare la situazione pregressa attraverso un intervento straordinario da parte dello Stato che metta in campo un compratore di ultima istanza con il coinvolgimento immediato, ad esempio, di Cassa Depositi e Prestiti e Poste spa. Serve una conversione dei crediti in titoli negoziabili sul mercato. Inoltre, per rimettere in moto il mercato della cessione del credito e far ripartire i cantieri, Confartigianato ritiene necessarie le seguenti azioni: ampliare la platea dei cessionari nei cui confronti le banche e i gruppi bancari possono in ogni caso effettuare la cessione, per consentire un buon assorbimento dei crediti fiscali; consentire l’utilizzo oltre l’anno 2022 della quota di credito d’imposta non fruita e derivante dalla concessione di sconti in fattura. Infatti, molte imprese che hanno concesso lo sconto in fattura negli ultimi mesi dell’anno 2021 non hanno trovato cessionari disponibili all’acquisto dei crediti. Se non dispongono di capienza fiscale, rischiano di perdere la prima rata annuale per la parte non compensata”.
“Va anche riaperto – aggiunge il Gruppo di Presidenza – il termine per la trasmissione delle comunicazioni di opzione, scaduto il 29 aprile. Sono molte le imprese che, per motivi diversi non hanno potuto trasmettere o ritrasmettere la comunicazione in quel termine. Occorre semplificare e unificare le procedure per l’istruzione delle pratiche di cessione, in modo da garantire tempi ragionevoli e sufficiente certezza tra gli operatori-imprese che confidano nella monetizzazione del credito.
Vanno infine rese operabili fra loro le piattaforme utilizzate dai diversi istituti di credito per fine di semplificare ed unificare le procedure per l’istruzione delle pratiche di cessione”.