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Allarme da Confartigianato: occupazione in calo del 6,9% nella manifattura. Difficile reperire profili tecnici
A cura dell’Ufficio Stampa
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I dati Istat sull’occupazione disponibili per macrosettore mostrano in Emilia-Romagna un calo del 6,9% degli occupati nella Manifattura, a fronte di una tenuta del settore a livello nazionale (+0,1%). “Il fenomeno è preoccupante e investe anche il nostro territorio – mette in luce il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate (Daniela Pedduzza, Stefano Soldati e Fulvia Fabbri, nella foto) -. Si tratta di uno dei cali più severi tra le principali regioni a vocazione manifatturiera, e la prima flessione dell’occupazione dal 2020. Situazione allarmante”.
Nonostante la difficile congiuntura economica si spiega anche grazie ai dati rilevati da due sondaggi svolti sulla base associativa di Confartigianato Emilia-Romagna. A fine 2024 il 45% delle micro e piccole imprese con dipendenti dichiarava tra le proprie priorità la salvaguardia dei posti di lavoro dei propri dipendenti, e a fine 2025 il 58,1% delle imprese con dipendenti dichiara di aver trattenuto personale, anche a fronte di un calo della produzione, nel corso dell’anno”.
“Questo fenomeno, descritto in letteratura come labour hoarding – prosegue il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena – , avviene a fronte della difficoltà persistente di reperire personale. La difficoltà di reperimento di lavoratori nel settore metalmeccanico infatti è più elevata rispetto alla media. Nel 2025 le imprese emiliano-romagnole con dipendenti della Meccanica si aspettano di avere difficoltà a reperire due entrate su tre (il 60,5% delle entrate previste), superiore di 9,8 punti alla media del 50,7%. Da quando il dato è rilevato dal Sistema informative Excelsior, la difficoltà di reperimento nel settore è cresciuta di 19,8 punti in regione, passando dal 40,7% del 2017 al 60,5% del 2025. Questa difficoltà cresce in particolare tra le micro imprese con 1-9 dipendenti (79,5% delle entrate è di difficile reperimento) e le imprese artigiane (74,8% è di difficile reperimento). Le imprese del settore cercano in particolare profili tecnici: il 65,2% delle entrate sono operai specializzati e operai di macchinari fissi e mobili e conduttori d’impianti. Sette operai specializzati su 10 sono difficili da reperire (70,8%), nel 42,0% dei casi per ridotto numero dei candidati e nel 25,7% per inadeguatezza dei candidati”.
