Presidenza-2025 (2)

Automotive, Confartigianato Meccanica chiede che i mini-contratti di sviluppo siano accessibili alle piccole imprese

A cura dell’Ufficio Stampa
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Le imprese cesenati della meccanica e della subfornitura guardano con attenzione all’attuazione del Dpcm Automotive e chiedono che le nuove misure siano realmente accessibili anche alle realtà di più piccole dimensioni. Confartigianato Meccanica e Subfornitura ha infatti evidenziato la necessità di garantire un coinvolgimento pieno di tutta la filiera produttiva, affinché la transizione del comparto possa valorizzare il patrimonio di competenze presente nei territori.

 

Stefano Soldati, per il Gruppo di Presidenza Confartiginato di Cesena (nella foto) Il settore rappresenta anche nel territorio cesenate uno dei pilastri dello sviluppo economico, con numerose imprese specializzate che negli anni hanno costruito professionalità, capacità tecnologiche e un ruolo strategico all’interno delle catene di fornitura dell’automotive.

Confartigianato Meccanica valuta positivamente lo stanziamento di 1,35 miliardi di euro previsto per il periodo 2026-2030 e la destinazione del 70% delle risorse al sostegno della filiera, ma sottolinea l’importanza di rendere i Mini-contratti di sviluppo realmente accessibili alle micro e piccole imprese.

“Per accompagnare davvero la trasformazione dell’automotive – sottolinea Confartigianato Meccanica – è necessario che gli strumenti messi in campo siano alla portata anche delle imprese più piccole, che rappresentano una componente fondamentale della filiera e custodiscono competenze difficilmente replicabili”.

Tra le richieste avanzate figurano una linea dedicata alle mpmi, con una soglia minima di investimento a partire da 200mila euro, procedure semplificate, tempi certi per la valutazione delle domande e il riconoscimento del ruolo delle reti d’impresa e dei progetti di filiera.