Presidenza-2025 (2)

Confartigianato contro l’obbligo di addebitare gli stipendi esclusivamente sui conti correnti bancari individuali dei lavoratori

A cura dell’Ufficio Stampa
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Confartigianato Cesena, attraverso il proprio Gruppo di presidenza, interviene sul dibattito relativo ai disegni di legge in materia di conto corrente e ribadisce la propria contrarietà all’introduzione dell’obbligo di accreditare gli stipendi esclusivamente su conti correnti bancari individuali dei lavoratori. Una posizione condivisa anche dall’altra organizzazione di categoria dell’artigianato, espressa nel corso dell’audizione davanti alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato.

L’obiettivo delle proposte legislative, ovvero rafforzare l’autonomia economica delle donne e contrastare la violenza economica e di genere, viene considerato importante, ma secondo Confartigianato la soluzione individuata rischia di non raggiungere il risultato atteso e di creare nuove criticità sia per i lavoratori sia per le imprese. «Le imprese artigiane cesenati sono attente ai temi dell’inclusione e della responsabilità sociale – evidenzia il gruppo di presidenza di Confartigianato Cesena – ma non è possibile trasferire sui datori di lavoro compiti e responsabilità che non sono nelle loro possibilità di controllo». Il punto più critico riguarda infatti l‘obbligo per il lavoratore di disporre di un conto corrente intestato esclusivamente a lui per ricevere lo stipendio, anche nei casi in cui utilizzi già un conto cointestato. Una scelta che, secondo Confartigianato, può limitare la libertà delle persone nella gestione dei propri rapporti patrimoniali e comportare ulteriori costi bancari.

Altrettanto problematico è il ruolo assegnato alle imprese, chiamate a verificare che il conto indicato dal dipendente sia effettivamente intestato solo a lui. «Si tratta di un controllo che le aziende non possono effettuare – sottolinea Confartigianato – perché le informazioni sulla titolarità dei rapporti bancari sono nella disponibilità esclusiva degli istituti di credito». Per questo Confartigianato chiede, qualora il Parlamento confermasse il nuovo obbligo, una clausola di salvaguardia che tuteli i datori di lavoro attraverso una dichiarazione del lavoratore sull’intestazione del conto e sulle eventuali variazioni, escludendo responsabilità improprie per le imprese. Secondo Confartigianato Cesena, il contrasto alla violenza economica e il sostegno all’autonomia delle donne devono passare soprattutto da politiche strutturali: crescita dell’occupazione femminile, sostegno all’imprenditoria, investimenti nel welfare e strumenti capaci di favorire una reale indipendenza economica. Valutazione positiva, invece, per la norma che vieta alle banche di rifiutare l’apertura di un conto corrente o di recedere dal rapporto in presenza di saldi attivi. Una misura che, secondo Confartigianato, rafforza la trasparenza nei rapporti tra banche e clienti e rappresenta un’opportunità soprattutto per le microimprese, favorendo una gestione aziendale più innovativa e strutturata.

Nella foto il  Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena