Presidenza-2025

Crisi geopolitica, Confartigianato: consentire alle imprese di rinegoziare il debito

A cura dell’Ufficio Stampa
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Nonostante l’annuncio di una fragile tregua a Islamabad, il clima tra gli operatori economici resta di profonda incertezza. L’impatto della crisi geopolitica in Medio Oriente sulle piccole imprese e sul Made in Italy è pesante, secondo l’Osservatorio di Confartigianato.

 

“L’impennata dei costi energetici – afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena (Daniela Pedduzza, Fulvia Fabbri e Stefano Soldati) – sta colpendo duramente sia il settore manifatturiero che quello dei servizi. Siamo di fronte a una situazione critica. Rispetto a soli due mesi fa, il costo del gas è aumentato del 48%, l’elettricità del 25% e il gasolio del 20%. Per le nostre aziende di trasporto merci e persone, il carburante incide tra il 25% e il 35% dei bilanci, costringendo gli imprenditori ad anticipare una liquidità che spesso manca».

La crisi dello stretto di Ormuz sta bloccando rotte strategiche verso mercati come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che valgono 8,6 miliardi di euro per le esportazioni delle piccole imprese, soprattutto dei comparti dell’arredo, moda, alimentare e oreficeria. «Questi mercati – prosegue il Gruppo di Presidenza – rappresentavano la nostra valvola di sfogo dopo i dazi americani; ora le aziende sono costrette a frenare, anche quelle territoriali esportatrici».

Confartigianato ha presentato due proposte come soluzioni necessarie per tamponare lo shock. “La prima riguarda il sostegno al credito – spiega il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena – con la richiesta del ripristino di strumenti straordinari simili al ‘temporary framework’ del periodo Covid per consentire alle imprese di rinegoziare i prestiti e accedere a linee di credito agevolate. La seconda proposta punta sull’economia di prossimità. Bisogna valorizzare il modello artigiano basato sulla relazione sociale e la qualità. Non serve un’Italia autarchica, ma un’Italia che punti sull’identità e sulle competenze. Dobbiamo proteggere quelle realtà che tengono vivi i territori con normative che rispettino il tessuto reale del Paese».

Il Gruppo di Presidenza ha richiamato anche la necessità di puntare sull’innovazione “che  è la nostra forza e il nostro rifugio. Anche in questa fase di transizione digitale e green, le imprese artigiane stanno investendo per rinnovarsi, ma serve stabilità geopolitica per non vanificare questi sforzi”.

Fumaiolo di Alfero in cattedra, vanto della montagna. Imprese di tradizione radicate nel territorio come il Pastificio Fumaiolo e aziende artigiane di più recente avvio sono state protagoniste dell’ultimo incontro del format Confartigianato Cesena Speed “Eccellenze Artigiane”, un’iniziativa che valorizza storie imprenditoriali locali e favorisce il confronto tra imprenditori. I titolari, presentati dal coordinatore Gabriele Savoia, hanno avuto un tempo concentrato per raccontare la propria impresa, condividendone cifra distintiva, peculiarità, ambizioni e esigenze per crescere ulteriormente.

“L’impennata dei costi energetici – afferma il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena (Daniela Pedduzza, Fulvia Fbbri e Stefano Soldati) – sta colpendo duramente sia il settore manifatturiero che quello dei servizi. Siamo di fronte a una situazione critica. Rispetto a soli due mesi fa, il costo del gas è aumentato del 48%, l’elettricità del 25% e il gasolio del 20%. Per le nostre aziende di trasporto merci e persone, il carburante incide tra il 25% e il 35% dei bilanci, costringendo gli imprenditori ad anticipare una liquidità che spesso manca».

La crisi dello stretto di Ormuz sta bloccando rotte strategiche verso mercati come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, che valgono 8,6 miliardi di euro per le esportazioni delle piccole imprese, soprattutto dei comparti dell’arredo, moda, alimentare e oreficeria. «Questi mercati – prosegue il Gruppo di Presidenza – rappresentavano la nostra valvola di sfogo dopo i dazi americani; ora le aziende sono costrette a frenare, anche quelle territoriali esportatrici».

Confartigianato ha presentato due proposte come soluzioni necessarie per tamponare lo shock. “La prima riguarda il sostegno al credito – spiega il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena – con la richiesta del ripristino di strumenti straordinari simili al ‘temporary framework’ del periodo Covid per consentire alle imprese di rinegoziare i prestiti e accedere a linee di credito agevolate. La seconda proposta punta sull’economia di prossimità. Bisogna valorizzare il modello artigiano basato sulla relazione sociale e la qualità. Non serve un’Italia autarchica, ma un’Italia che punti sull’identità e sulle competenze. Dobbiamo proteggere quelle realtà che tengono vivi i territori con normative che rispettino il tessuto reale del Paese».

Il Gruppo di Presidenza richiamato anche la necessità di puntare sull’innovazione “che è è la nostra forza e il nostro rifugio. Anche in questa fase di transizione digitale e green, le imprese artigiane stanno investendo per rinnovarsi, ma serve stabilità geopolitica per non vanificare tutti questi sforzi”.
Nella foto il Gruppo di Presidenza Confartigianato.