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Sarsina, proiettore per il cinema parrocchiale donato da Confartigianato per il sociale. “Sempre dalla parte della comunità”
A cura dell’Ufficio Stampa
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Il cinema parrocchiale di Sarsina si rinnova grazie al contributo di Confartigianato per il Sociale, che ha sostenuto in modo significativo l’acquisto di un nuovo proiettore digitale, consentendo alla struttura di proseguire e migliorare la propria attività a servizio della comunità.
A promuovere e coordinare l’iniziativa è stato Claudio Alessandrini, presidente di Confartigianato Valle Savio, da anni anche volontario del cinema parrocchiale, dove con cadenza mensile cura personalmente la proiezione dei film.
È stato lui a farsi promotore della raccolta fondi, coinvolgendo il Consiglio del cinema, la Bcc di Sarsina e Confartigianato per il Sociale, costruendo una rete di collaborazione concreta ed efficace che ha portato a un risultato importante per l’intera cittadinanza.
Per celebrare il traguardo raggiunto è stata organizzata una serata di ringraziamento, presente il sindaco Enrico Cangini, occasione per ribadire il valore del cinema come luogo di aggregazione e punto di riferimento culturale per la comunità di Sarsina. In un piccolo paese, dove le opportunità di svago e socialità sono necessariamente inferiori rispetto ai centri più grandi, il cinema rappresenta uno spazio attrattivo e accessibile, capace di offrire occasioni di incontro e momenti di condivisione.
«Il cinema parrocchiale rappresenta uno spazio prezioso di incontro e condivisione – ha sottolineato Alessandrini – un luogo che unisce generazioni diverse e contribuisce a mantenere vivo il tessuto sociale della nostra città. Sostenere questa realtà significa investire nella comunità».
L’impegno di Confartigianato per il Sociale si inserisce in una più ampia attenzione verso il territorio, la comunità, i giovani e gli anziani. Per i ragazzi il cinema è un punto di ritrovo sano e stimolante; per gli adulti e gli anziani è un’occasione di svago e socialità che contrasta l’isolamento. Valorizzare e mantenere vivo il cinema parrocchiale significa dunque rafforzare la coesione sociale e custodire un presidio culturale e umano di grande importanza per Sarsina.
L’iniziativa conferma come la collaborazione tra associazioni, istituti di credito locali e volontariato possa generare benefici concreti, restituendo centralità a luoghi che rappresentano un patrimonio condiviso e un investimento sul futuro della comunità.
Nella foto il sindaco di Sarsina Enrico Cangini, il presidente Confartigianato Valle Savio Claudio Alessandrini, Fulvia Fabbri del Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena e altri esponenti delle realtà sarsinati.
ciabattino con passione e cura. Confartigianato Cesena ha premiato Maurizio Scarponi per i suoi quarant’anni di attività come calzolaio, consegnandogli una targa al valore artigiano. Il riconoscimento celebra un mestiere nobile e antico, da sempre orientato al riuso sostenibile e oggi più che mai attuale. La consegna è avvenuta per mano di Fabiana Paolucci, responsabile di Confartigianato Gambettola.
gambettolese, conduce dal 1986 il suo laboratorio nei pressi del Ponte Vecchio di Cesena. «Sono andato a bottega a 12 anni, dopo la scuola – ha ricordato –. Allora c’era l’usanza e la cultura di imparare il lavoro sul campo. Per otto anni ho svolto l’apprendistato, acquisendo tecnica ed esperienza. Dopo il congedo dal servizio militare, il 2 gennaio 1986, mi sono messo in proprio in questo laboratorio».
In un’epoca dominata dalla logica dell’usa e getta, il mestiere del calzolaio rappresenta una scelta controcorrente. «Il nostro lavoro – spiega Scarponi – afferma la cultura della manutenzione e del riuso, principi alla base dell’economia circolare. Molti clienti affezionati hanno compreso che le scarpe non si portano dal calzolaio solo a fine vita, per un intervento “miracoloso”, ma periodicamente, per la manutenzione ordinaria». La clientela è composta soprattutto da persone sopra i quarant’anni, consapevoli dell’utilità del servizio e dell’importanza di non gettare ciò che è ancora utilizzabile.
Oggi i calzolai rimasti in città sono tre o quattro, eredi di una tradizione un tempo più diffusa. Per ampliare il giro d’affari, il laboratorio ha esteso gli interventi anche agli articoli di pelletteria. «Ho sessant’anni e continuo con passione – conclude Scarponi –. Ho avuto la fortuna di fare un mestiere bello, che mi piace, educando mani, tecnica e mente per svolgerlo al meglio. Il traguardo dei quarant’anni è importante, ma non rappresenta un punto di arrivo».
Un percorso professionale che testimonia come l’artigianato continui a essere presidio di qualità, sostenibilità e cultura del fare, valori che restano centrali per il tessuto economico e sociale del territorio.
Nella foto Maurizio Scarponi.
