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Autotrasporto bloccato
A cura dell’Ufficio Stampa
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La riapertura della E45, ventilata ed auspicata, rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per l’economia locale dopo la chiusura del viadotto in vigore dal 16 gennaio, ma per l’autotrasporto, qualora come pare la riapertura riguardasse solo il traffico leggero, si confermerà una situazione molto penalizzante, anzi oggettivamente drammatica.
Lo rimarca Confartigianato Federimpresa Cesena.
“Soprattutto gli autotrasportatori residenti nella nostra vallata del Savio – osserva il responsabile di Confartigianato Trasporti Eugenio Battistini – rischiano di finire fuori mercato. Oltre tutto l’interruzione causa neve della provinciale Mandrioli per gli autoveicoli commerciali oltre le 3,5 tonnellate, crea un ulteriore problema e viene da pensare che gli spazzaneve pesano 26 tonnellate! A maggior ragione, permanendo l’emergenza autotrasporto, sono indispensabili come anche Confartigianato ha chiesto al tavolo istituzionale sgravi fiscali e indennizzi alla categoria sui maggiori costi e i minori ricavi, come opportunamente hanno chiesto i sindaci di cesena Lucchi e di Bagno di Romagna Baccini al vice-premeir Di Maio.”
“Per i nostri autorasportatori locali – aggiunge il responsabile Confartigianato Valle Savio Pierluigi Battistini – questa situazione per ora senza via d’uscita può provocare la chiusura dell’impresa, senza mezzi termini. Un dramma economico, sociale e umano. Viene da chiedersi come si possa decidere di impedire loro di muoversi per lavoro: si tratta di un penalizzazione enorme, la lesione di un diritto. Il traffico leggero arriva fino a 3,5 tonnellate.
In questo contesto senza via di uscita, nel senso letterale del termine, diventa veramente indispensabile la messa a disposizione di una viabilità alternativa, garantita con procedure di somma, straordinaria urgenza a partire dall’immediato ripristino della ex statale Tiberina, dopo che positivamente il ministro Toninelli ha annunciato il trasferimento di competenze in capo ad Anas togliendola agli enti locali”.
“Ma serve di più – aggiunge il responsabile Battistini – : e precisamente il crono-programma con gli interventi, possibilmente da fare in tempo reale, altrimenti il congelamento degli spostamenti sulla E45 senza soluzioni alternative farà andare in malora l’economia del territorio con una serie di dirompenti conseguenze sul territorio e la comunità montana che già soffre di annosi problemi irrisolti e non ha bisogno di pacche consolatorie sulle spalle, ma di interventi immediati sulle dotazioni infrastrutturali.
Il gioco di squadra con la delegazione regionale a Roma ha sortito qualche effetto, ma quel che serve è un gioco di squadra duraturo e perenne a favore della montagna, non solo in situazioni emergenziali con politiche incentivanti condivise e diffuse.
Anche ai sindaci del territorio chiediamo provvedimenti a favore delle categorie colpite, anche in termini di sgravi e incentivi”.