pexels-polina-tankilevitch-3735641

Imprese della moda, serve un piano di rilancio

A cura dell’Ufficio Stampa 
[email protected]

“Le imprese dei settori tessile, abbigliamento, calzature hanno bisogno di un intervento robusto, di ben altro spessore rispetto alla misura contenuta nella Legge di Bilancio”. Lo sostiene Confartigianato cesenate.

“Serve – afferma il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate formato da Marcello Grassi, Daniela Pedduzza e Stefano Ruffilli – anche e soprattutto un piano più ampio di interventi che restituiscano slancio al comparto manifatturiero simbolo del made in Italy nel mondo, che ha subito i peggiori effetti della crisi da Covid-19. Anche nel nostro territorio cesenate e romagnolo i distretti della moda e del calzaturiero sono stati pesantemente colpiti. I numeri parlano chiaro: nei primi dieci mesi del 2020 ha registrato una perdita di fatturato del 21,9%, oltre otto punti in più del calo del 13,4% della media del manifatturiero. I mancati ricavi delle imprese della moda tra gennaio e ottobre sono pari a 15,5 miliardi di euro, di cui 10 miliardi di minori esportazioni. In pratica, un miliardo in meno al mese di made in Italy della moda venduto nel mondo. M mentre per il settore dell’auto sono molte le misure di sostegno anche nella legge di bilancio, per le imprese del tessile/abbigliamento/calzature è sino ad ora arrivato ben poco”.“
“Sempre nei primi dieci mesi del 2020, a fronte di un calo delle vendite al dettaglio del 5,4% – aggiunge il Gruppo di Presidenza Confartigianato – sono crollate del 23% le vendite di abbigliamento, calzature e articoli in pelle. Di fronte a queste cifre, serve uno scatto d’orgoglio per rimettere il fashion made in Italy al centro delle strategie di rilancio del nostro Paese”.