Spending
review, Rete Imprese Italia: avanti tutta con tagli alla spesa
pubblica
“Avanti
con decisione sulla strada di una coraggiosa e progressiva riduzione
della spesa pubblica. C’è ancora tanto da fare per evitare altri
insopportabili aumenti di pressione fiscale e per recuperare risorse
da destinare alla crescita”.
Cosi
Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia, esorta il
Governo a proseguire nel percorso intrapreso con i positivi
provvedimenti sulla spending review varati oggi e invita l'Esecutivo
ad intensificare l’impegno per ridurre sprechi e inefficienze.“Non
ci si può fermare. La spesa pubblica – sottolinea Guerrini - vale
809 miliardi, equivalente a metà del PIL, e dal 2000 al 2102 è
aumentata di 250 miliardi, pari a 5,1 punti di PIL. Nello stesso
periodo la Germania ha ridotto la spesa corrente primaria di 0,6
punti di PIL. Se l’Italia avesse seguito l’esempio tedesco
avremmo risparmiato 18,4 miliardi l’anno”.
Il
Presidente Guerrini ricorda che sono tanti gli ambiti sui quali agire
per risparmiare risorse pubbliche. “Basti dire che, in Italia, tra
il 2001 e il 2011 la spesa pubblica per beni e servizi è aumentata
del 35,1%”.
Secondo
Rete Imprese Italia “non c’è alternativa: la strada obbligata
per recuperare competitività consiste nel recupero di evasione ed
elusione e nel tagliare spesa pubblica, semplificare e razionalizzare
il funzionamento della Pubblica Amministrazione. In questo modo si
potrà anche ridurre l’enorme carico di 23 miliardi che ogni anno
le imprese italiane devono sacrificare a causa dell’inefficienza
della burocrazia italiana”.
“E’,
però, necessario – prosegue Rete Imprese Italia - procedere con
determinazione nell’impegno di “bonifica” della spesa pubblica.
Perché, dopo il rinvio della questione al luglio del 2013, va fatto
di tutto, da qui ad allora, per derubricare definitivamente il tema
del ricorso ad ulteriori aumenti dell’IVA. Proprio l’esperienza
dell’incremento dell’aliquota standard dal 20% al 21% ha
confermato, del resto, la profondità dell’impatto degli
inasprimenti dell’IVA su una domanda interna ormai debolissima. Una
domanda interna che, invece, va urgentemente rimessa in moto per
contrastare la recessione e per accelerare il ritorno alla crescita”.
“Occorrerà, comunque - conclude la nota - un’analisi dettagliata
delle ricadute e dell’effettiva rilevanza delle misure assunte.
Quanto alla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi, andrà
poi assicurata l’effettiva agibilità dell’offerta delle piccole
e medie imprese, a tutto vantaggio di una reale concorrenzialità”.