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23/07/2012
Comunicati stampa
Avanti senza remore con la spending review

Spending review, Rete Imprese Italia: avanti tutta con tagli alla spesa pubblica

Avanti con decisione sulla strada di una coraggiosa e progressiva riduzione della spesa pubblica. C’è ancora tanto da fare per evitare altri insopportabili aumenti di pressione fiscale e per recuperare risorse da destinare alla crescita”.

Cosi Giorgio Guerrini, Presidente di Rete Imprese Italia, esorta il Governo a proseguire nel percorso intrapreso con i positivi provvedimenti sulla spending review varati oggi e invita l'Esecutivo ad intensificare l’impegno per ridurre sprechi e inefficienze.“Non ci si può fermare. La spesa pubblica – sottolinea Guerrini - vale 809 miliardi, equivalente a metà del PIL, e dal 2000 al 2102 è aumentata di 250 miliardi, pari a 5,1 punti di PIL. Nello stesso periodo la Germania ha ridotto la spesa corrente primaria di 0,6 punti di PIL. Se l’Italia avesse seguito l’esempio tedesco avremmo risparmiato 18,4 miliardi l’anno”.

Il Presidente Guerrini ricorda che sono tanti gli ambiti sui quali agire per risparmiare risorse pubbliche. “Basti dire che, in Italia, tra il 2001 e il 2011 la spesa pubblica per beni e servizi è aumentata del 35,1%”.

Secondo Rete Imprese Italia “non c’è alternativa: la strada obbligata per recuperare competitività consiste nel recupero di evasione ed elusione e nel tagliare spesa pubblica, semplificare e razionalizzare il funzionamento della Pubblica Amministrazione. In questo modo si potrà anche ridurre l’enorme carico di 23 miliardi che ogni anno le imprese italiane devono sacrificare a causa dell’inefficienza della burocrazia italiana”.

E’, però, necessario – prosegue Rete Imprese Italia - procedere con determinazione nell’impegno di “bonifica” della spesa pubblica. Perché, dopo il rinvio della questione al luglio del 2013, va fatto di tutto, da qui ad allora, per derubricare definitivamente il tema del ricorso ad ulteriori aumenti dell’IVA. Proprio l’esperienza dell’incremento dell’aliquota standard dal 20% al 21% ha confermato, del resto, la profondità dell’impatto degli inasprimenti dell’IVA su una domanda interna ormai debolissima. Una domanda interna che, invece, va urgentemente rimessa in moto per contrastare la recessione e per accelerare il ritorno alla crescita”. “Occorrerà, comunque - conclude la nota - un’analisi dettagliata delle ricadute e dell’effettiva rilevanza delle misure assunte. Quanto alla centralizzazione degli acquisti di beni e servizi, andrà poi assicurata l’effettiva agibilità dell’offerta delle piccole e medie imprese, a tutto vantaggio di una reale concorrenzialità”.




 




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