04/06/2012
Comunicati stampa
Confartigianato Cesena: Area Vasta edilizia per uniformare i regolamenti romagnoli
L'edilizia nel territorio cesenate è un settore in difficoltà
acclarata, ma che si sta riorganizzando, cercando di orientarsi verso un
nuovo sviluppo. Ma per riuscire in questo percorso ha bisogno di
interventi esterni al comparto: dagli enti pubblici al mondo del
credito.
Fra il tanto che si potrebbe e dovrebbe fare, ecco qualche direttrice
che secondo Confartigianato dovrebbe essere seguita nella strada maestra
dell'innovazione.
Le tecniche di costruzione tradizionali, come la classica muratura,
hanno costi oggi insostenibili, soprattutto se si vuole raggiungere le
classe popolari. Per abbassare i costi di costruzione si possono compiere
altre azioni. Bisognerebbe avere dei terreni che costano meno e
politiche urbanistiche adeguate: mi riferisco a indici e disponibilità
di aree a basso costo. Ci sono beni comunali letteralmente congelati,
che non producono reddito per la pubblica amministrazione, ma che se
messi a disposizione possono generare riflessi positivi sull'edilizia.
Sugli indici bisognerebbe aprire una riflessione: se veramente si vuole
puntare sul recupero del patrimonio edilizio, allora si deve premiare
chi lo fa: lo strumento urbanistico dovrebbe agevolare chi fa recupero
urbano, introducendo regole più semplici. Il futuro non è nella
costruzione spinta a cui siamo stati abituati.
Anche nel settore del credito serve innovazione. Abbisognano nuovi e
mirati strumenti finanziari da mettere a disposizione dei privati che
vogliono partire con recuperi.
Da parte degli enti pubblici serve inoltre un'azione in grande stile di
razionalizzazione burocratica. In edilizia, dall'Europa al Comune, c'è
un groviglio normativo complicatissimo. Le aziende che si muovono in
ambito romagnolo, si trovano davanti a regolamenti edilizi per nulla
omogenei, norme diverse, piani regolatori con criteri svariati: tutto
questo complica il lavoro delle imprese e comporta un aumento dei costi.
Un regolamento romagnolo sarebbe auspicabile: ragioniamo in Area Vasta
per servizi e infrastrutture, facciamolo anche per l'edilizia, diamo
alle aziende regole certe e uniche.
C'è poi un mercato tutto da rialimentare, quello del recupero degli
edifici storici pubblici: sono una ricchezza che porta sviluppo
economico e aumento della qualità della vita. L'edilizia sociale può
rappresentare un fattore di ripresa per il settore e ci dovrà essere una
forte collaborazione tra ente pubblico e imprese per ottenere costi più
bassi possibili, oggi più che mai indispensabili.
Giampiero Placuzzi, vicesegretario Confartigianato Federimpresa Cesena
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